Cannabis e Postura

Kandel

“Mi faccio una canna così mi rilasso un po’” dice un ragazzo. “Dai, provala, non ti fa niente (di male)!” insiste un altro. NON È COSÌ. La cannabis, a torto definita droga “leggera”, non lo è affatto. Men che meno per i cervelli dei giovani. Anzi: “È una chiave contraffatta, perfetta sì per entrare nel cervello, perché all’inizio imita ciò che fanno le sostanze prodotte dal cervello stesso. In realtà è un ladro in guanti bianchi, capace di forzare le serrature della mente e danneggiare il codice genetico delle cellule nervose. Riduce così progressivamente la loro capacità di formare sinapsi (“sinaptogenesi”), le nuove connessioni con cui i neuroni si parlano tra loro. Tanto più quanto più l’uso è frequente e persistente. Le sinapsi sono la base biologica delle funzioni principali del cervello: imparare, associare, ricordare, progettare. Riducendo la capacità dei neuroni di connettersi, la cannabis deruba di potenzialità, di talenti, di sogni, di futuro il cervello e la vita dei nostri ragazzi. E IL MARCHIO RESTA PER SEMPRE.

Ho citato e fatte mie queste parole del prof. Giovanni Biggio, neuroscienziato, perché mi permette di far capire parte del mio lavoro in Posturologia.

Quando arrivano al mio ambulatorio genitori con figli dislessici, disprassici, con discalculia, disturbi di socialità, anoressia e bulimia, e molto altro, vedo la forte motivazione di poter donare ai propri figli ogni possibile soluzione al problema per il loro futuro, così come per la scoliosi o i piedi piatti.

I politici hanno una grande responsabilità ignorando quanto affermano gli scienziati per tutto ciò che porta al danno cerebrale dei giovani, a partire dalla cannabis e dall’alcool fino ai disordini posturali (molto più sconosciuti al grande pubblico come agli stessi medici), perché CAMBIANO I GENI !!! E QUINDI I DANNI VERRANNO EREDITATI DALLE PROSSIME GENERAZIONI IN UNA DERIVA GENETICA che non può essere accettabile.

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