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IL seguente materiale informativo è stato gentilmente fornito dalla società Biaccabi snc di Padova. Si ringrazia per la gentile concessione e si rimanda al sito ufficiale per una più ampia informazione. Copyright ©1997-2002 biaccabi snc_ All Right Reserved INDICE DEI CONTENUTI Premesse Introduzione Tossicità Farmacodinamica Utilizzo terapeutico Tecniche di somministrazione Effetti sull'organismo Campi di applicazione Tecnologia di produzione Parametri per la produzione Principali attrezzature Bibliografia Premesse L'Ozono (O3), molecola triatomica dell'ossigeno, e' primariamente conosciuta per il suo ruolo protettore dei raggi ultravioletti provenienti dal sole. Grazie alla sua elevata capacita' ossidante ed alla sua particolare reattivita' questo gas trova applicazione sia in campo industriale che in campo medico come miscela Ozono in Ossigeno (Aubour, 1938). Nell'uso medico viene utilizzata una miscela di Ozono/Ossigeno (detto anche Ozono Medicale) in cui l'Ozono raggiunge concentrazioni piu' basse rispetto all'uso industriale di circa 1000 volte cioe' 1-110 µg/ml di ossigeno. L'Ozono esplica ad adeguate concentrazioni le sue proprieta' anti-batterica, anti-virale e anti-micotica inoltre influenza il metabolismo dell'ossigeno inducendo un aumento delle flessibilita' delle membrane eritrocitarie con conseguente miglioramento della circolazione sanguigna (Rilling e Viebahn 1987). Unita' di misura La concentrazione di Ozono si esprime in microgrammi per millilitro (µg/ml). Per esempio: una concentrazione di 20 µg/ml indica che in un millilitro di gas sono presenti 20 µg di Ozono 1 µg = 10-6 g = 10-3 µg 1 ml = 10-3 l 1 µg/ml = 1 mg/l 1 ppm = 1 mg/kg Introduzione L' Ozono Terapia, chiamata anche Ossigeno-Ozono Terapia (O2-O 3), e' una pratica medica conosciuta e praticata da decenni: David (1912) e Breisacher (1913) in Proctologia; A.Wolff (1915) in chirurgia; De Paoli e Weinmann (1931) in Medicina Interna; E. Payr (1932) in Chirurgia; Fisch (1939) in Odontoiatria; H. Wolff (1974) in Medicina Generale. L'ozono terapia non è una tecnica nuova, essa è stata utilizzata per 125 anni. Il primo articolo venne scritto negli Stati Uniti nel 1885 quando la "Florida Medical Association" pubblico' il testo "Ozone" del Dr. Charles J. Kenworthy specificando l'uso dell'ozono per scopi terapeutici. Tutti i principali ospedali americani utilizzarono l'ozono per trattare 114 differenti malattie, finchè nel 1933 la "American Medical Association", guidata dal Dr. Simmons, consiglio' di eliminare tutte le cure mediche in competizione con i farmaci. E' interessante notare che questa parola ha la sua origine nella Parola greca "pharmakon", significato "veleno" e che la parola "antibiotico" significa "contro la vita. Con l'aiuto di medici impegnati, l'Ozono continua fino ad oggi. (Saul Pressman - "The Story Of Ozone") Altri contributi piu' recenti sono stati dati da: Kramer (1980) in odontostomatologia; Konrad (1981) nelle malattie virali; Matassi (1982) nelle angiopatie; Hoffman (1982) nelle coronaropatie; Tietz (1983) nella oncologia; Franzini (1984) nelle lipodistrofie; e successivamente Balkanyi (1986) in Immunologia; Riva Sanseverino (1987) in Fisiatria; Bocci (1990) in Oncologia. L'Ozono Terapia utilizza una miscela di Ozono/Ossigeno (O3/O 2) che modifica la sua attivita' farmaco-dinamica al variare della quantita' di Ozono (da 1 a 100 µg/ml) in soluzione con l'Ossigeno. Tossicita' L'Ozono e' considerato un gas tossico irritante in quanto se inalato provoca congestione e flogosi delle vie aeree (Stockinger, 1965), edema polmonare (Roehm e Coll.,1971) e alterazioni strutturali delle cellule ciliate (Dillard e Coll., 1972) . A livello extrapolmonare può invece indurre effetti controversi quali aumento o diminuzione della fagocitosi dei polimorfonucleati (Wenning, 1956; Peterson e Coll.,1978) e diminuzione o aumento della resistenza all'emolisi (Buckely et al., 1975; Wenning, 1956). Tossicità animale La tossicità dell'Ozono quando venga utilizzato come miscela O3 /O2 e somministrato non per via inalatoria è nettamente atossica. Studi sperimentali sono stati condotti su conigli in cui il sangue prelevato e miscelato con O3/O2 è stato reintrodotto, tramite la vena dell'orecchio, nel coniglio (Rossi e Erterfaie); i dati emodinamici rilevati indicano un'assenza di tossicità, inoltre l'esame istopatologico ha confermato l'assenza di danni ascrivibili al trattamento. Le dosi somministrate sono state di 1100 µg di O3/Kg, mentre nell'uomo la dose massima e di 3000 µg, cioè circa 50 µg di O 3/Kg. La dose massima utilizzabile in clinica è perciò di circa 25 volte inferiore alla dose usata negli animali da esperimento. Altri studi effettuati nel coniglio con tecniche elettrocardigrafiche dopo somministrazione intraperitoneale di alte dosi di una miscela Ozono/Ossigeno ha confermato l'assenza di significative variazioni. (*) Tossicità "in vitro" Di grande interesse è lo studio degli effetti dell'Ozono sulle cellule mononucleate del sangue poichè l'Autoemotrasfusione è la via di somministrazione dell'Ozono più utilizzata. Le ricerche effettuate (Paulesu, Bocci ,Bindoni) hanno confermato come l'Ozono possa indurre una stimolazione della produzione di citochine e interleuchine da parte dei linfociti e dei monociti tale da amplificarne l'effetto sia a livello generale (sistema circolatorio) che locale (microambienti linfoidi), senza indurre effetti tossici rilevabili a livello cellulare. Tossicità nell'uomo Numerose esperienze cliniche indicano come gli effetti collaterali del trattamento con miscele Ozono/Ossigeno, siano rari ed il più delle volte legati ad errori della tecnica di somministrazione. Uno studio effettuato in Germania (*) su una casistica di 400.000 pazienti ha sottolineato la presenza di effetti indesiderati solo in 7 casi su 1.000.000 di applicazioni, tale incidenza corrisponde alla percentuale dello 0,0007%. Anche studi clinici in campo dermatologico in casi di ulcere in cui la miscela Ozono/Ossigeno viene applicata localmente con conseguente eliminazione dei microrganismi hanno dimostrato un più rapido miglioramento della patologia (*). 1.1) Farmacodinamica Effetti in "vitro" Poichè alcune specie reattive dell'ossigeno sono coinvolte nelle tossicità di farmaci, sono stati eseguiti studi per controllare l'effetto della reattività chimica dell'Ozono quale potente ossidante. E' stata presa in esame una linea di cellule sia sensibili che resistenti al 5-fluoruracile opportunamente incubata con una miscela di Ozono/ossigeno. I dati ottenuti dimostrano che l'Ozono, a piccole dosi, agisce sinergicamente con il 5-fluoruracile ed inoltre è in grado di rendere sensibili le cellule con capacità di resistenza nei confronti di certi chemioterapici (Zanker and Kroczek). Meccanismo d'azione Se si esclude la via inalatoria, l'Ozono può essere somministrato all'uomo sfruttandone ai fini terapeutici alcuni suoi importanti effetti: potente effetto battericida, fungicida e inattivatore dei virus che si realizza mediante ossidazione dei microrganismi (*). Un secondo importante effetto è il miglioramento del trasporto dell'ossigeno in quanto l'Ozono, oltre ad indurre un aumento della deformabilità degli eritrociti, provoca un aumento della produzione del 2-3 difosfoglicerato responsabile della cessione di ossigeno ai tessuti (Rilling and Viebahn, 1987). A dosi adeguate l'Ozono non induce effetti indesiderati, è però possibile che alte concentrazioni possano dare origine a molecole reattive quali i radicali liberi. In condizioni fisiologiche normali esistono dei meccanismi di protezione anti-ossidativa che controllano la formazione dei radicali liberi, se però questi ultimi aumentano in modo incontrollato e/o vengono meno i sistemi di protezione, può verificarsi una "cascata" di fenomeni lesivi capaci di compromettere la struttura e la funzione delle cellule. Ciò è evitabile con un opportuno sistema di somministrazione e un'accurato controllo delle dosi somministrate. In tal modo i meccanismi di riparazione propri delle cellule umane saranno in grado di tamponare la formazione di eventuali molecole reattive, ciò che non avviene nei microrganismi in cui questi sistemi di protezione sono assenti (Balkanyi, 1989; Bertè, 1990). Utilizzo Terapeutico L'Ozono è un gas instabile che si decompone facilmente ad una velocità che dipende dalla temperatura, a 25°C si degrada circa il 60% in un'ora, ciò non ha però impedito che si sviluppassero numerose metodiche di somministrazione (*). Inizialmente l'Ozono è stato somministrato tramite applicazione su superfici corporee esterne per determinarne gli effetti su diversi tipi di lesioni quali fistole, ulcere e ferite di difficile guarigione (Wolff, 1915). Il dosaggio è stato regolato in base alla particolare situazione in esame e le perfusioni di gas possono durare dai 3 ai 20 minuti, con concentrazioni varianti dai 10 agli 80 µg/ml (con un massimo di 5 parti di O3 su 95 di O2). Localmente può essere applicato mediante campana di vetro o sacchetto di plastica opportunamente reso stagno in cui si fa fluire l'Ozono, sono da evitare contenitori in gomma naturale facilmente degradabili dal gas. La metodica di somministrazione più utilizzata è senza dubbio la Grande Autoemotrasfusione in cui l'Ozono viene introdotto nella circolazione sanguigna. Tecnicamente la si esegue prelevando da 50 a 100 ml. di sangue da una vena e convogliandolo in un apposito contenitore dove viene trattato con la miscela O3/O 2 e successivamente ritrasfuso. La Grande Autoemoterapia viene applicata nel trattamento di diverse patologie incluse le infezioni virali croniche ed acute (epatiti), i carcinomi, i disturbi circolari (arteriosclerosi) e le iperlipidemie (Hansler et al., 1976; Rilling, 1985; Wolff, 1977). E' necessario ricordare che durante l'Autoemotrasfusione ci si deve attenere al protocollo terapeutico concordato in campo europeo tra le società di O3/O 2 terapia di Germania (terapia già introdotta negli anni 50), Austria, Svizzera, Italia, Inghilterra, Francia e Spagna. Altre tecniche di utilizzo della miscela O3/O 2 che meritano di essere menzionate sono la Piccola Autoemoterapia in cui si prelevano dal paziente 10 ml di sangue venoso poi miscelato con l'Ozono e reintrodotto per via intramuscolare. Le indicazioni includono: asma, acne, particolari condizioni allergiche e carcinomi (Vogelsberger and Herget, 1983; Tietz, 1983; Washutt et al.,1979). Nuove tecniche di somministrazione sviluppate dal 1985 comprendono le vie iniettive sottocutanee (lipodistrofie e terapia antalgica), intramuscolare (conflitti discoradicolari), intrarticolari (gonartrosi, coxartrosi e periartriti) e intradiscali (ernie e protusioni discali). Principalmente di interesse storico è la somministrazione diretta intra-arteriosa o intra-venosa che fu usata da Lacoste nel 1951 per gravi patologie circolatorie e per le loro possibili conseguenze (cancrena). Fino a 10 ml di O3/O 2 si possono iniettare lentamente direttamente nell'arteria per solito quella femorale o in una vena senza incorrere nell'embolizzazione, dal momento che entrambi i gas sono prontamente solubili nel sangue (Rokitansky, 1982). Le indicazioni: claudicatio intermittente, ulcera agli arti inferiori ed insufficienza vascolare cerebrale. L'Ozono è circa dieci volte più solubile in acqua che nell'ossigeno, trova cosi' applicazione nella chirurgia dentale dove promuove l'emostasi, migliora il rifornimento locale di O 2 e inibisce la proliferazione batterica (Turk, 1985). Tecniche di somministrazione Effetti sull'organismo AZIONE SUL SANGUE: aumento del numero di globuli rossi e del consumo di ossigeno; diminuzione della VES, accorciamento dei tempi di sanguinamento, diminuzione dell'acidità del sangue di cui eleva il pH della porzione di glucosio, regolarizzazione del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa e della funzione ematopoietica AZIONE SUL SISTEMA NERVOSO: elevazione del tono con effetti anche euforizzanti, aumento dell'eccitazione neuromuscolare, diminuzione della cronassia AZIONE SULLE GHIANDOLE ENDOCRINE: regolarizzazione dell'azione delle diverse ghiandole, con azione indirettamente proporzionale alla loro funzionalità AZIONE SUL METABOLISMO: regolarizzazione del metabolismo nel suo complesso con ristabilimento dell'equilibrio acidobase con influenza diretta sui vari stati dismetabolici AZIONE SULLE LIPODISTROFIE: rendendo idrosolubile il grasso liposolubile Campi di applicazione PIAGHE DA DECUBITO E ULCERE POSTFLEBITICHE o DIABETICHE: trattamento locale sotto campana; iniezioni intramuscolo; piccola autoemo. MEDICINA INTERNA: epatiti, malattie del ricambio, dislipidemie, alterazioni dei componenti del sangue, stati disendocrini e dismetabolici: iniezioni intramuscolo, piccola e grande autemo. APPARATO DIGERENTE: gastriti, morbo di CROHN, stipsi ostinate, insufflazioni anali e iniezioni intramuscolo. CHIRURGIA: prima e dopo gli interventi per una rapida ripresa del paziente. CHIRURGIA PLASTICA: nelle ustioni con applicazioni per contatto, sacchetti e campane. ORTOPEDIA: nelle artropatie, conflitti discoradicolari, periartriti, gonartrosi ecc. con iniezioni locali o intramuscolari. REUMATOLOGIA: artrite reumatoide, reumatismi articolari con grande e piccola autoemo. NEUROLOGIA: cefalee vasomotorie e a grappolo con grande e piccola autoemo. GINECOLOGIA: vaginiti di qualsiasi tipo, con insufflazioni ed iniezioni intramuscolo; disturbi del ciclo con iniezioni intramuscolo o piccola e grande autoemo, fibromi. LOTTA CONTRO I TUMORI: nelle leucemie e metastasi molti lavori scientifici ne comprovano l'efficacia e la sinergia con farmaci anti-blastici. TRATTAMENTO DEL SANGUE: prima delle trasfusioni per prevenire il contagio delle epatiti. FLEBOLOGIA: insufficienza venosa, flebiti: iniezioni negli arti inferiori intramuscolo o endovena, trattamento con sacchetti. ANGIOLOGIA: arteriopatie, gangrene con trattamento di grande autoemoterapia, iniezioni intramuscolo, iniezioni intrarteriose (in ambiente ospedaliero). GERIATRIA: disturbi della senilità: piccola o grande autoemoterapia, iniezioni intramuscolo. MEDICINA SPORTIVA: recupero funzionale dell'atleta, assorbimento ematomi, postumi da infortunio, surmenage per preparazione prima delle gare: iniezioni intramuscolo, piccola autoemoterapia, insufflazioni. UROLOGIA: cistiti, impotenza vascolare, disturbi minzione, prostatiti, induratio penis, ecc.: intramuscolo e insufflazioni dirette. OTORINOLARINGOIATRA: otiti croniche e purulente, sinusiti, riniti, sordità rinogena, dermatiti per contatto, acufeni ecc.: con insufflazioni mirate e iniezioni intramuscolo, crema all'ossigeno-ozono. APPARATO LOCOMOTORE: artrosi, lombosciatalgie, anchilosi, atonia muscolare neuriti: iniezioni intramuscolo plurime e piccola autoemo. VIE RESPIRATORIE: bronchite, asma bronchiale, enfisema polmonare: iniezioni intramuscolo o piccola autoemoterapia, insufflazioni nasali. MEDICINA ESTETICA: cellulite: iniezioni locali sottocutanee; bagni con sacchetti; capillari, teleangectasie, acne, piccola autoemo. DERMATOLOGIA: acne, allergie, eczemi, furuncolosi, micosi: piccola autoemoterapia, all'occorenza grande autoemo, iniezioni intramuscolo. Tecnologia di produzione I requisiti per generatori di ozono medico sono: Range di concentrazione dell'ozono da 1 a 100 µg/ml (mg/lt). Per la totale disponibilità di tutte le concentrazioni (sull'intero range) viene preso in considerazione solo il principio della scarica elettrica silenziosa con voltaggio fino a 15.000 Volts Ossigeno puro come sostanza iniziale. La miscela che ne deriva e' composta: - per l'applicazione topica al massimo da 5 parti di Ozono puro e di 95 di ossigeno; - per altre applicazioni solo da 0,05 parti di Ozono puro e di 99,95 parti di ossigeno; le regolazioni della pressione devono essere eseguite con un doppio manometro. Materiali bio-compatibilmente perfetti. Devono infatti essere utilizzate sostanze bio-compatibili controllate agli ultrasuoni. Si sono dimostrati particolarmente adatti e sicuri per la purezza della miscela di O2-O3: alluminio anodizzato, vetro, vetro alluminato, polytetrafluoroethylene (PTFE), silicone, teflon. Ambiente di lavoro libero da Ozono. In considerazione del fatto che l'Ozono ha un effetto tossico sull'epitelio polmonare, si deve evitarne qualsiasi fuga nell'atmosfera (specialmente all'interno di una stanza o di uno spazio ristretto); l'Ozono eccedente deve essere completamente frantumato e riportato allo stato di Ossigeno da filtri catalitici. Attrezzatura/unità mobile o portatile. Il generatore di Ozono deve essere trasportabile o mobile in modo che, per proteggere gli elettrodi dal surriscaldamento, non si possano installare sistemi di raffreddamento ad acqua , ma vengano utilizzati solo sistemi ad aria fondamentali per gli alti voltaggi raggiunti e quindi al calore sviluppato. Parametri per la produzione di Ozono Il voltaggio: più alto è il voltaggio applicato maggiore è la concentrazione e precisione dell'Ozono fornito. Flusso della miscela: quanto maggiore è il flusso di gas in lt/min, cioè quanto più rapidamente l'ossigeno scorre nella zona di scarica, tanto minore sarà il numero di molecole O2 disintegrate, cioè si avrà una più bassa concentrazione di O 3 fornita. Lo spazio fra gli elettrodi: per una vasta sfera applicativa deve essere disponibile la gamma totale delle concentrazioni; non solo con piccoli livelli di flusso di gas ma anche con livelli elevati. Poichè ciò è contrario alle capacità fisiche di un tubo di scarico, lo spazio fra gli elettrodi all'interno del tubo viene utilizzato come terzo parametro, allo scopo di fornire la concentrazione di O 3. Elevato livello di flusso: le miscele di O2-O 3 ad alte concentrazioni vengono applicate per via topica ed ad elevato livello di flusso fino a 10 litri al minuto. Variabilità della forza di pressione: alla vasta gamma di concentrazioni devono essere collegate possibilità di flussi a pressioni di esercizio diverse per eseguire con successo applicazioni per via insufflatoria ed ottimizzarne l'osmosi. Figura 9: Esempio di generatore di ozono medicale OZONOSAN tratto da "The Use of Ozone in Medicine" - Renate Viebahn Haensler Attrezzature per Medicina Umana In seguito all'entrata in vigore della Direttiva Comunitaria 42/93 (MDD93/42/EEC), le attrezzature per ossigeno-ozono terapia devono essere certificate e classificate come dispositivi medici. In quanto secondo l'articolo 1: Ai fini della presente direttiva s'intende per: a) dispositivo medico: qualsiasi strumento, apparecchio, impianto, sostanza o altro prodotto, utilizzato da solo o in combinazione, compreso il software informatico impiegato per il corretto funzionamento, e destinato dal fabbricante ad esser impiegato nell'uomo a scopo di: - diagnosi, prevenzione, controllo, terapia o attenuazione di una malattia; - diagnosi, controllo, terapia, attenuazione o compensazione di una ferita o di un handicap . . . A conferma di cio' lo Stato Italiano ha emesso il Decreto Legislativo 46/97 e succ. mod. che, sempre nell'articolo 1, riporta la stessa dicitura: Ai fini del presente decreto s'intende per: a) dispositivo medico: qualsiasi strumento, apparecchio, impianto, sostanza o altro prodotto, utilizzato da solo o in combinazione, compreso il software informatico impiegato per il corretto funzionamento, e destinato dal fabbricante ad esser impiegato nell'uomo a scopo di: - diagnosi, prevenzione, controllo, terapia o attenuazione di una malattia; - diagnosi, controllo, terapia, attenuazione o compensazione di una ferita o di un handicap . . . Bibliografia AUBOURG P.: "L'Ozone medical: Production, Posologie, Models d'applications cliniques" Bull. med. Paris 52, 745-749, 1938. BALKANYI A.: The interaction between ozone therapy and oxygen radicals and their importance in pratice. In "Ozone in medicine", Vol. 3, pp. 22-27, 1989. 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