Ossigeno-Ozono-Terapia

L'Ozono (O3), molecola triatomica dell'ossigeno, e' primariamente conosciuta per il suo ruolo protettore dei raggi ultravioletti provenienti dal sole. Grazie alla sua elevata capacita' ossidante ed alla sua particolare reattivita' questo gas trova applicazione sia in campo industriale che in campo medico come miscela Ozono in Ossigeno (Aubour, 1938). Nell'uso medico viene utilizzata una miscela di Ozono/Ossigeno (detto anche Ozono Medicale) in cui l'Ozono raggiunge concentrazioni piu' basse rispetto all'uso industriale di circa 1000 volte cioe' 1-110 µg/ml di ossigeno. L'Ozono esplica ad adeguate concentrazioni le sue proprieta' anti-batterica, anti-virale e anti-micotica inoltre influenza il metabolismo dell'ossigeno inducendo un aumento delle flessibilita' delle membrane eritrocitarie con conseguente miglioramento della circolazione sanguigna (Rilling e Viebahn 1987). Unita' di misura La concentrazione di Ozono si esprime in microgrammi per millilitro (µg/ml). L' Ozono Terapia, chiamata anche Ossigeno-Ozono Terapia (O2-O 3), e' una pratica medica conosciuta e praticata da decenni: David (1912) e Breisacher (1913) in Proctologia; A.Wolff (1915) in chirurgia; De Paoli e Weinmann (1931) in Medicina Interna; E. Payr (1932) in Chirurgia; Fisch (1939) in Odontoiatria; H. Wolff (1974) in Medicina Generale. L'ozono terapia non è una tecnica nuova, essa è stata utilizzata per 125 anni. Il primo articolo venne scritto negli Stati Uniti nel 1885 quando la "Florida Medical Association" pubblico' il testo "Ozone" del Dr. Charles J. Kenworthy specificando l'uso dell'ozono per scopi terapeutici. Tutti i principali ospedali americani utilizzarono l'ozono per trattare 114 differenti malattie, finchè nel 1933 la "American Medical Association", guidata dal Dr. Simmons, consiglio' di eliminare tutte le cure mediche in competizione con i farmaci. E' interessante notare che questa parola ha la sua origine nella Parola greca "pharmakon", significato "veleno" e che la parola "antibiotico" significa "contro la vita. Con l'aiuto di medici impegnati, l'Ozono continua fino ad oggi. (Saul Pressman - "The Story Of Ozone") Altri contributi piu' recenti sono stati dati da: Kramer (1980) in odontostomatologia; Konrad (1981) nelle malattie virali; Matassi (1982) nelle angiopatie; Hoffman (1982) nelle coronaropatie; Tietz (1983) nella oncologia; Franzini (1984) nelle lipodistrofie; e successivamente Balkanyi (1986) in Immunologia; Riva Sanseverino (1987) in Fisiatria; Bocci (1990) in Oncologia. L'Ozono Terapia utilizza una miscela di Ozono/Ossigeno (O3/O 2) che modifica la sua attivita' farmaco-dinamica al variare della quantita' di Ozono (da 1 a 100 µg/ml) in soluzione con l'Ossigeno. l'Ozono può essere somministrato all'uomo sfruttandone ai fini terapeutici alcuni suoi importanti effetti: potente effetto battericida, fungicida e inattivatore dei virus che si realizza mediante ossidazione dei microrganismi (*). Un secondo importante effetto è il miglioramento del trasporto dell'ossigeno in quanto l'Ozono, oltre ad indurre un aumento della deformabilità degli eritrociti, provoca un aumento della produzione del 2-3 difosfoglicerato responsabile della cessione di ossigeno ai tessuti (Rilling and Viebahn, 1987). Utilizzo Terapeutico L'Ozono è un gas instabile che si decompone facilmente ad una velocità che dipende dalla temperatura, a 25°C si degrada circa il 60% in un'ora, ciò non ha però impedito che si sviluppassero numerose metodiche di somministrazione (*). Inizialmente l'Ozono è stato somministrato tramite applicazione su superfici corporee esterne per determinarne gli effetti su diversi tipi di lesioni quali fistole, ulcere e ferite di difficile guarigione (Wolff, 1915). Il dosaggio è stato regolato in base alla particolare situazione in esame e le perfusioni di gas possono durare dai 3 ai 20 minuti, con concentrazioni varianti dai 10 agli 80 µg/ml (con un massimo di 5 parti di O3 su 95 di O2). Localmente può essere applicato mediante campana di vetro o sacchetto di plastica opportunamente reso stagno in cui si fa fluire l'Ozono, sono da evitare contenitori in gomma naturale facilmente degradabili dal gas. La metodica di somministrazione più utilizzata è senza dubbio la Grande Autoemotrasfusione in cui l'Ozono viene introdotto nella circolazione sanguigna. Tecnicamente la si esegue prelevando da 50 a 100 ml. di sangue da una vena e convogliandolo in un apposito contenitore dove viene trattato con la miscela O3/O 2 e successivamente ritrasfuso. La Grande Autoemoterapia viene applicata nel trattamento di diverse patologie incluse le infezioni virali croniche ed acute (epatiti), i carcinomi, i disturbi circolari (arteriosclerosi) e le iperlipidemie (Hansler et al., 1976; Rilling, 1985; Wolff, 1977). E' necessario ricordare che durante l'Autoemotrasfusione ci si deve attenere al protocollo terapeutico concordato in campo europeo tra le società di O3/O 2 terapia di Germania (terapia già introdotta negli anni 50), Austria, Svizzera, Italia, Inghilterra, Francia e Spagna. Altre tecniche di utilizzo della miscela O3/O 2 che meritano di essere menzionate sono la Piccola Autoemoterapia in cui si prelevano dal paziente 10 ml di sangue venoso poi miscelato con l'Ozono e reintrodotto per via intramuscolare. Le indicazioni includono: asma, acne, particolari condizioni allergiche e carcinomi (Vogelsberger and Herget, 1983; Tietz, 1983; Washutt et al.,1979). Nuove tecniche di somministrazione sviluppate dal 1985 comprendono le vie iniettive sottocutanee (lipodistrofie e terapia antalgica), intramuscolare (conflitti discoradicolari), intrarticolari (gonartrosi, coxartrosi e periartriti) e intradiscali (ernie e protusioni discali). Principalmente di interesse storico è la somministrazione diretta intra-arteriosa o intra-venosa che fu usata da Lacoste nel 1951 per gravi patologie circolatorie e per le loro possibili conseguenze (cancrena). Fino a 10 ml di O3/O 2 si possono iniettare lentamente direttamente nell'arteria per solito quella femorale o in una vena senza incorrere nell'embolizzazione, dal momento che entrambi i gas sono prontamente solubili nel sangue (Rokitansky, 1982). Le indicazioni: claudicatio intermittente, ulcera agli arti inferiori ed insufficienza vascolare cerebrale. L'Ozono è circa dieci volte più solubile in acqua che nell'ossigeno, trova cosi' applicazione nella chirurgia dentale dove promuove l'emostasi, migliora il rifornimento locale di O 2 e inibisce la proliferazione batterica (Turk, 1985).